Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

Numeri in discesa per le elettriche

Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.


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    Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

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    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

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    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

  • Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

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    Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

  • Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

  • Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

  • Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

  • Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

  • Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

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    Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

  • Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

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    Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

  • Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

  • Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

  • Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Mercato auto in frenata: l’elettrico stenta a decollare

    Il mercato automobilistico italiano continua a registrare segnali negativi, e le auto elettriche non fanno eccezione. Anzi, i numeri più recenti parlano chiaro: la mobilità a zero emissioni non riesce a imporsi come previsto. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono in calo o, nel migliore dei casi, stagnanti. Il Centro Studi Promotor ha interpellato i concessionari per capire cosa ostacola realmente la diffusione di queste tecnologie.

    Numeri in discesa per le elettriche

    Nel mese di gennaio 2025 sono state immatricolate in Italia 133.692 autovetture, segnando un calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 19,1% rispetto a gennaio 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Unrae sottolinea come un ritorno ai livelli pre-pandemia sia ormai sempre più difficile, se non improbabile. Basta pensare che nel gennaio 2001 le immatricolazioni avevano toccato quota 272.126.

    Il segmento delle auto green mostra segnali altrettanto deboli. Le vetture completamente elettriche (BEV) sono passate da una quota del 5,5% a dicembre al 5% di gennaio. Un dato leggermente migliore rispetto al gennaio 2024, quando si era fermato al 2,1% a causa dell’attesa per i nuovi incentivi, ma ancora ben lontano dai livelli sperati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano al 3,6%, in lieve crescita rispetto al mese precedente (3,4%) e al gennaio dell’anno scorso (2,8%). In totale, la quota di mercato delle vetture elettrificate (ECV) si ferma all’8,6%.

    Prezzi e infrastrutture: i principali ostacoli alla transizione elettrica

    Cosa frena davvero la diffusione dell’auto elettrica in Italia? Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor, il nodo principale resta il prezzo di listino: troppo elevato rispetto alle alternative tradizionali. I risparmi a lungo termine legati ai costi di gestione – come il minor consumo energetico, l’esenzione o riduzione del bollo, assicurazioni più leggere e l’accesso alle ZTL – non sono ancora sufficienti a convincere la maggior parte dei consumatori.

    A complicare il quadro, l’assenza di incentivi statali per il 2025: un vuoto che potrebbe rallentare ulteriormente una transizione già in affanno.

    Tra le criticità segnalate dai professionisti del settore figura anche la rete di ricarica, ancora inadeguata sia in termini quantitativi che distributivi. A questo si aggiunge una persistente diffidenza verso l’autonomia delle auto elettriche, nonostante i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni.

    Il percorso verso la mobilità elettrica, in Italia, si sta rivelando più complesso e lento del previsto. Prezzi elevati, infrastrutture carenti e incentivi mancanti rappresentano un freno evidente alla crescita di un settore che, in teoria, dovrebbe guidare il cambiamento. Perché l’elettrico possa davvero decollare, sarà necessario un impegno più deciso, tanto sul piano industriale quanto su quello politico.

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